esercizi di
felicità

La felicità ci appare così naturale quando giunge a riempirci l’anima che nemmeno la pensiamo: dimentichiamo il peso delle lunghe attese che l’hanno preceduta, sorvoliamo sui dettagli della sua bellezza e godiamo di essa, del suo momento mai sufficientemente lungo. Invero ci appare così difficile da raggiungere quando non c’è. Più la desideriamo, più ci appare una meta troppo lontana e ci si sente soli, vuoti, frustrati. Ancora di salvezza diviene il mondo virtuale, in cui le conferme esterne e l’immediato senso di gratificazione di un like sono fraintesi come uno stato di felicità. Che importa se dura anche solo qualche secondo? Tanti like equivalgono a tanti secondi saturi di appagamento. Le stesse emozioni, i sentimenti sembrano divorarsi da sé, e lei, che vive di frangenti, passa inosservata, per lo più sostituita da mezzi alternativi capaci di compensare ciò cui non possiamo più dedicarci, come, per esempio, l’ascolto dei nostri reali desideri.

Più efficienti delle aspettative, più semplici da affrontare rispetto la cura necessaria a preparare il suo arrivo, sono la moltitudine d’immagini, informazioni veloci, faccine sorridenti ossia quei geniali artifici che rimpiazzano e uniformano le emozioni e le loro reali espressioni verbali, nonché corporee. Consequenziale è l’in- sorgere di talune incresciose discrepanze: un sorriso postato aggrottando le sopracciglia, un cuoricino inviato per compiacenza con un gesto frettoloso, automatico; un selfie con filtro per mostrarci agli altri attraverso l’ideale di noi stessi(…)

Gli scatti Esercizi di felicità colgono con ironica lucidità la paradossale ricerca di una felicità artificiosa che portata all’estremo disconosce la complessità dei moti emotivi e la stessa mimica individuale. Per raggiungere uno stabile grado di tranquillità, simile a quella percepita nel fruire delle protesi emotive virtuali che tengono sotto controllo le pulsioni individuali, ci saranno surrogati plastici da indossare all’occorrenza.
In fondo, “L’umanità ha sempre barattato un po’ di felicità per un po’ di sicurezza.” (Freud)

Testo di Anna Turina

 

La serie “Esercizi di felicità”  è stampata giclée su carta cotone f.to 150×100

È stata esposta per la prima volta al Premio Francesco Fabbri per le Arti Contemporanee, V Edizione